Contratto Collettivo Regionale di Lavoro FVG: la mancata certificazione della Corte dei Conti

Con Deliberazione n. FVG/ 39/2026/CCR, la Corte dei conti del Friuli-Venezia Giulia ha deliberato la propria certificazione negativa relativamente all’ipotesi del “Contratto collettivo di Comparto personale non dirigente – Triennio normativo ed economico 2022 – 2024”.

L’ipotesi di contratto era stata sottoscritta dalle parti in data 7 maggio 2026 ed integrata con apposito accordo sottoscritto il 21 maggio 2026, nonché espressamente approvata anche dalla Giunta Regionale in data 24 luglio 2026.

La competenza in merito al controllo sul costo del lavoro in Friuli-Venezia Giulia è attribuita dalla legge alla Sezione regionale della Corte dei conti al fine di garantire una specifica correlazione tra l’evoluzione della spesa per il personale e la certificazione dei singoli contratti collettivi.

Nel dettaglio, la Corte dei conti, a fronte dei rilevanti oneri contrattuali previsti in favore dei dipendenti del comparto, ricorda la necessità del permanere dell’unitarietà del quadro macroeconomico nazionale, in coerenza al principio secondo il quale l’autonomia è sempre finalizzata alla conservazione dell’unità della Repubblica, nella diversità e particolarità del territorio che la compone.

Del pari, una logica incrementale della retribuzione tabellare regionale, che peraltro parte da livelli maggiori rispetto a quelli nazionali, non può essere fondata sulla sola disponibilità delle risorse per farvi fronte.

Nel caso di specie, l’aumento contrattuale di natura retributiva risulta ampiamente maggiore rispetto a quanto riconosciuto a livello nazionale con il CCNL Funzioni Locali:

L’aumento retributivo regionale previsto nella bozza di accordo, pertanto, determina un rilevante aumento della forbice retributiva che, nella omogeneità sostanziale dei ruoli e delle mansioni, comporta un diretto effetto di spirale accrescitiva della base tabellare.

Ancora, rispetto alla destinazione delle risorse, viene osservato come la componente accessoria finalizzata al merito risulti recessiva, risultando prevalente, se non del tutto assorbente, la componente di incremento tabellare.

Il giudizio di certificazione negativa espresso dalla Corte dei conti influisce sulla possibilità di sottoscrizione del contratto collettivo: pertanto, le parti sociali dovranno riprendere le trattative.

avv. Alberto Tarlao